Si è tenuta presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera la presentazione del Rapporto ASviS 2026, dal titolo “Agenda per la prossima legislatura. E non solo”. Un appuntamento fondamentale per fare il punto sui 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, che a soli quattro anni dal termine fissato per il 2030 mostra un quadro complesso, fatto di ritardi strutturali ma anche della necessità urgente di costruire una visione di lungo periodo.

I dati del Rapporto: un “difetto di attuazione” da colmare

Il messaggio emerso durante la presentazione, coordinata dal direttore scientifico Enrico Giovannini e dalla presidente Marcella Mallen, è chiaro: a livello globale solo il 15% degli Obiettivi dell’Agenda 2030 sarà raggiunto. Anche l’Italia evidenzia un rallentamento nell’ultimo biennio, nonostante le spinte positive arrivate da alcune linee del Pnrr (come l’aumento degli asili nido e l’impulso alle energie rinnovabili).

A pesare non è la mancanza di visione, ma un forte “difetto di attuazione”, ossia il divario tra la consapevolezza delle riforme necessarie e la reale capacità di metterle in pratica. Tra le sfide prioritarie individuate dall’ASviS figurano la necessità di orientare le politiche pubbliche alla valutazione d’impatto generazionale e di genere, il contrasto alla povertà e l’investimento nelle competenze delle persone di fronte alla transizione ecologica e all’impatto dell’intelligenza artificiale.

C’è futuro oltre il 2030: il ruolo e l’impegno del Terzo Settore

In questo scenario di incertezza e frammentazione sociale, il Terzo Settore si conferma ancora fondamentale per non lasciare indietro nessuno e rendere concreta la sostenibilità sul territorio. Gli Enti del Terzo Settore (ETS) e le associazioni di volontariato possono fare la differenza su più fronti: innanzitutto agendo da facilitatore per colmare la sfiducia tra cittadini e istituzioni, riportando al centro dei quartieri e delle comunità la partecipazione democratica e l’ascolto dei bisogni reali. Le associazioni mantengono la capacità di trasformare gli indicatori dell’Agenda 2030 — dalla lotta alla povertà alla tutela dell’ambiente, dal lavoro dignitoso alla parità di genere — in progetti di prossimità tailored sulle fragilità locali. Inoltre, nell’ottica di una “governance anticipante” e di lungo termine richiesta da ASviS, il mondo del volontariato può continuare a presidiare i beni comuni, stimolare le amministrazioni locali all’adozione della Strategia per lo sviluppo sostenibile e farsi promotore attivo di una transizione ecologica e digitale inclusiva e a misura d’uomo.

Guardare avanti con ostinazione e autonomia

Come ha ricordato in chiusura il presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini, il quadro attuale non deve indurre allo scoraggiamento, ma sollecitare un’azione ancora più incisiva, autonoma e partecipativa. Come CeSVoP continuiamo a stare al fianco di tutte le organizzazioni e dei volontari della Sicilia occidentale, fornendo supporto, orientamento e strumenti per far sì che la sostenibilità non rimanga uno slogan, ma si traduca in pratiche quotidiane di solidarietà e sviluppo comunitario.

Per approfondire i dati dettagliati e scaricare il documento integrale, è possibile consultare il report sulla pagina ufficiale vai alla pagina dedicata dell’ASVIS.

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