A Palermo, in centro città, vicino la Stazione Notarbartolo, da diversi anni, esiste uno spazio aperto alla cittadinanza, gratuito, inclusivo e stimolante dove crescere, connettersi e imparare! Si tratta della Casa del Volontariato di Palermo, un bene confiscato alla mafia affidato al CeSVoP che oggi è uno spazio di solidarietà!
Qui, le associazioni di volontariato possono organizzare riunioni, incontri, laboratori, piccole iniziative, ma la Casa del Volontariato è uno spazio aperto alla comunità, un luogo d’incontro in cui è possibile leggere, consultare o prendere in prestito libri e materiale documentale, ma anche vivere, progettare, organizzare iniziative culturali di ogni genere: dai circoli di lettura ai cineforum, da sessioni di gaming alla realizzazione di podcast e prodotti multimediali.
La Casa del Volontariato, anche quest’anno, è stata teatro di tantissime iniziative che hanno visti impegnati i giovani in attività concrete di volontariato, tra queste, un intenso percorso culturale con oltre 100 studenti del Liceo Artistico Catalano nell’ambito del progetto #LaScuolaDelVolontariato, la proposta del CeSVoP rivolta alla ragazze e ai ragazzi della Sicilia Occidentale per vivere cittadinanza attiva e impegno sociale in ogni forma: da quella tradizionale al volontariato fluido, fino alla valorizzazione culturale dei luoghi.
Ed è proprio un intevento di valorizzazione, nella Casa del Volontariato, nei due spazi di Via Pizzetti 10 (sede anche della biblioteca sociale) e Via Bevignani (locale attiguo principalmente deputato alle riunioni e ai laboratori), che ha caratterizzato il progetto degli studenti del Catalano che, tra gennaio e giugno, supportati dai loro docenti, hanno ascoltato i bisogni di volontari e operatori per ripensare e riprogettare gli ambienti della Casa del Volontariato, portando colore, calore e innovazione.
L’estro e la visione artistica dei giovani del Catalano ha permesso di dare una nuova identità a entrambi gli ambienti della struttura, coniugando l’estetica a bisogni logistici molto concreti.
Il primo intervento ha visto la trasformazione dei quattro armadi della sala riunioni di Via Pizzetti che, grazie a un “attacco d’arte” sono diventati 4 libri! Le ante sono infatti state dipinte per raffigurare le copertine di quattro libri dal forte valore simbolico e sociale, scelti in un percorso di co-progettazione tra studenti, docenti e volontari:
- 1984 di George Orwell
- Persepolis di Marjane Satrapi
- Donne di Andrea Camilleri
- Dare la vita di Michela Murgia










Coerentemente con l’architettura e la distribuzione degli spazi, caratterizzata da grandi scaffalature con i titoli catalogati pronti per il prestito e la lettura, i quattro armadi, da grigi strumenti funzionali alla custodia di materiali e documenti, hanno acquisito una forma in linea con l’identità di questo luogo, deputato alla solidarietà e alla cultura!
Design e accessibilità nello spazio riunioni
Con la stessa filosofia, i giovani artisti, hanno ripensato le vecchie scaffalature metalliche e i vecchi scatoloni di cartone dello spazio in via Bevignani, realizzando dei pratici e solidi box in legno, pensati per trasmettere un senso di calore e solidità.







Un progetto artistico, caratterizzato da decorazioni che fondono il rigore razionale della scuola Bauhaus (forme semplici e colori puri) con i motivi geometrici della cultura arabo-normanna tipica del territorio, ma anche inclusivo dove tutti gli elementi sono stati progettati a rilievo, per permetterne la “lettura” anche alle persone non vedenti.
L’esperienza a supporto della campagna “Abiti Ribelli” nel quartiere Sperone
L’energia dei giovani artisti del Catalano non si è manifestata solo nella Casa del volontariato, un terzo gruppo di studenti infatti, si è speso per supportare l’associazione L’arte di Crescere nella campagna di solidarietà “Abiti Ribelli”.




L’obiettivo dell’iniziativa è nobile: raccogliere fondi per realizzare uno spazio fitness nel quartiere Sperone di Palermo. Per farlo, l’associazione ha messo all’asta degli abiti da sposa ricevuti in dono da un atelier palermitano. Cinque di questi abiti sono stati impreziositi e decorati direttamente dai ragazzi del Catalano, che con il loro intervento artistico hanno dato un prezioso contributo alla valorizzazione e al riscatto del quartiere.
Coniugare il volontariato, l’impegno dei giovani, le visioni e le esigenze artistiche è stata una stimolante e faticosa sfida per tutti. I risultati, tuttavia, parlano da soli: da oggi la Casa del Volontariato ha un look totalmente nuovo, dinamico e accogliente.
L’arte e la bellezza sanno trasformare i luoghi e le persone che li vivono, stimolando la fantasia e favorendo la condivisione di idee. L’entusiasmo generato da questo percorso lascia già intravedere future e bellissime collaborazioni anche per il prossimo anno scolastico.