Il caldo torrido di luglio non ha fermato l’energia di una comunità che al Centro Pedro Arrupe, Palermo, lo scorso 9 luglio 2026 ha partecipato all’evento di presentazione del documento “Dove cresce la democrazia?” promosso dal Movimento Educativo della Città di Palermo.
L’iniziativa, organizzata dal Consultorio dei diritti MIF (Minori Migranti Famiglie) con, il supporto del CeSVoP ha visto più di 100 persone, tra cittadini attivi, volontari, insegnanti, artisti, realtà del Terzo Settore, pedagogisti, docenti universitari, educatori, attivisti e rappresentanti delle istituzioni pubbliche, ritrovarsi e confrontarsi per convergere su un unico grande obiettivo: rimettere i diritti dei bambini, delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze al centro di un nuovo modello di città.









L’incontro, moderato dalla giornalista Serena Termini, ha rispecchiato fedelmente la filosofia del movimento: nessuno spazio a lezioni calate dall’alto, piuttosto un palcoscenico democratico e aperto.
Dopo un breve momento istituzionale è stato Vincenzo D’Amico, Presidente del Consultorio dei diritti MIF (Minori Migranti Famiglie) a presentare il documento, distribuito a tutti i partecipanti, sottolineando di come questo sia espressione di un lavoro di analisi, confronto, dibattito nella community del Movimento Educativo della Città di Palermo, composta da più di 200 fra cittadini attivi, insegnanti, docenti universitari, artisti, educatori, professionisti.
A seguire, spazio a Lino D’Andrea, portavoce politico del Movimento Educativo, che ha condiviso la necessità di una comunità capace di “prendersi cura” e facilitare processi partecipativi che promuovano equità, salute, sostenibilità e coesione sociale, riconoscendo l’interdipendenza tra il benessere individuale e quello collettivo lungo tutto l’arco della vita.
Da qui la proposta concreta agli intervenuti di dare da subito il proprio contributo, sottoscrivendo un Patto educativo per la città.
Con la “ferrea” ma stimolante regola dei 3 minuti a intervento, si sono alternate sul palco tantissime testimonianze che hanno arricchito, sfaccettato e dato concretezza alla visione di città proposta nel documento.















A impreziosire il pomeriggio, diversi momenti dedicati all’arte: performance musicali, interventi teatrali e incursioni artistiche che hanno restituito bellezza e cultura, strumenti potenti tanto quanto le parole per fare comunità.




Il Patto per una Città Educativa propone un modello integrato di governance che assume la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza come bussola per le politiche pubbliche.
La proposta si articola su 10 punti strategici pensati per abbattere le disuguaglianze territoriali ed economiche, trasformare lo spazio pubblico, le piazze e i parchi in ambienti di apprendimento diffuso, valorizzare i professionisti della cura e garantire la partecipazione attiva delle nuove generazioni nelle decisioni che riguardano la comunità.


L’obiettivo finale è unire istituzioni, Terzo Settore e cittadini in un’alleanza stabile per dare vita a una città capace di prendersi cura di ognuno lungo tutto il ciclo di vita.
Tutta la comunità presente, sottoscrivendo il patto, ha dato disponibilità immediata per attivarsi e a fare la propria parte, trasformando le parole del documento in un impegno collettivo, da subito!
Il Movimento Educativo ha già delineato i prossimi passi per non disperdere questo straordinario entusiasmo:
- Per tutti i mesi estivi proseguirà senza sosta l’azione di promozione del documento “Dove cresce la democrazia?”. L’obiettivo è far conoscere le 10 proposte in ogni quartiere e raccogliere nuove sottoscrizioni al patto.
- A settembre il confronto con la politica: Prima ancora che a Palermo scatti ufficialmente la corsa dei candidati a sindaco, il Movimento chiamerà la politica al confronto per conoscere il punto di vista, l’impegno e la reale disponibilità dei futuri amministratori a sposare questa visione, rendendo le proposte del Patto interventi strutturali e continuativi per la città.
- Da ottobre, in partnership con l’Università degli Studi di Palermo e con il supporto del CeSVoP, al via un corso di formazione per facilitatori territoriali, proprio per rafforzare questo nuovo modello culturale.