Il termine deriva dalla parola latina schola, Il termine greco significava inizialmente “tempo libero”, per poi evolversi: da “tempo libero” è passato a descrivere il “luogo in cui veniva speso maggiormente il tempo libero”, cioè il luogo in cui si tenevano discussioni filosofiche o scientifiche durante il tempo libero, per poi descrivere il “luogo di lettura”, fino a descrivere il luogo d’istruzione per eccellenza

Etimo.it

Nel cuore di Palermo, in via Imera, fra i quartieri ZISA, DANISINNI c’è una SCUOLA che dal 2015 è espressione di una intera comunità!

Si tratta della COLOZZA-BONFIGLIO, un luogo che in questi anni è diventato un riferimento per gli abitati del territorio e con il contributo di insegnanti, famiglie, cittadini, organizzazioni di volontariato, agenzie educative e imprese locali può considerarsi un modello di cittadinanza attiva in contrasto alla povertà educativa a Palermo.

Queste, sono esperienze innovative che il CeSVoP sostiene e promuove in tutta la Sicilia occidentale, espressioni di una nuova visione di comunità in grado di trasformare, dal basso un intero territorio.

Nasce tutto da un sogno, quello di una scuola viva, non un luogo esclusivo riservato a insegnanti e alunni, ma uno spazio aperto al territorio, dove tutta la comunità può esprimersi e fruire di servizi.

Chi ha avuto il coraggio di fare il primo passo per realizzare questo sogno, coinvolgendo via via tutta la comunità locale è Valeria Catalano, Dirigente Scolastica di questo istituto, che ci ha voluto raccontare splendida storia lunga 6 anni:

Valeria Catalano
Dirigente Scolastica
Colozza-Bonfiglio

“Nel 2015, il primo incarico di Dirigente Scolastica, dopo 18 anni da insegnante, maestra all’Istituto Comprensivo Padre Pino Puglisi, mi ritrovai la sera prima a girare per i quartieri per poter “sentire” quale fosse la Scuola che, il giorno successivo , avrei dovuto indicare.

Era una scelta impegnativa, di grande responsabilità, che presi immediatamente quando mi ritrovai in via Imera al cospetto della Scuola Colozza.

So che per tanti può apparire una coincidenza ma io lo sentii subito che avevo trovato “il mio posto”. 

Quel lontano settembre di 6 anni fa iniziai un nuovo e diverso modo di “Fare Scuola”, non mi stavo prendendo cura di una classe di 25 alunni ed alunne ma di 750 bambini, bambine, ragazzi e ragazze, delle loro famiglie, dell’intero personale di una Scuola, di un territorio.

Avevo un sogno di Scuola ideale, ma sapevo che quel sogno poteva prendere vita solo se anche gli altri componenti della Comunità Scolastica lo sognavano con me.

La Visione di una Scuola sempre aperta:

  • dove i bambini potessero pranzare
  • con spazi all’aperto attrezzati
  • locali pieni di colori
  • giardini coltivati per realizzare orti didattici
  • palestre dove svolgere tanti sport
  • uscite didattiche

opportunità continue e molteplici, come andare al Teatro Massimo, suonare uno strumento musicale, viaggiare in Europa…Tutto ciò che potesse compensare i divari di un territorio tra Zisa e Danisinni. Ma per farlo bisognava coinvolgere l’intera comunità scolastica!

A “caccia di Pepite d’oro”, così intendevo valorizzare competenze che sicuramente avrei trovato.

Ad una ad una si sono fatte trovare le competenze….

  • Il docente che amava la didattica museale, cultore di storia della città,
  • gli insegnanti che suonavano strumenti musicali,
  • i professori, le professoresse, le maestre ed i maestri che guardavano alla possibilità di progetti europei.

Mentre si trovavano spazi da “rigenerare”, che avessero le potenzialità per diventare altro, gli artisti dipingevano murales con alunni ed alunne, dando un tema ad ogni luogo…

Così nasceva la grande Aula Magna degli eventi, che prima era una specie di magazzino deposito, si attivava uno spazio laboratoriale, si facevano costumi di Carnevale per sfilare, si invitavano le Forze Armate, la Guardia di Finanza, i Carabinieri…

Valeria CATALANO racconta la SCUOLA COLOZZA-BONFIGLIO a Sicilia Sera

E poi la Fanfara dei Carabinieri veniva a suonare nel cortile della scuola, la Polizia municipale dedicava giornate all’insegna dell’educazione stradale…perché lo Stato si prendesse cura dei piccoli cittadini e delle giovani cittadine, costruendo relazioni di fiducia e rispetto.

Scrittrici, scrittori, giornalisti/e  venivano ad incontrarli per trattare temi di politica, di storia, di immigrazione, di mafia, attivando dibattiti, incitandoli a pensare, a commentare, approfondire…

Nel frattempo altri luoghi venivano restituiti al territorio.

Sollecitando l’Edilizia Scolastica, si riattivava una palestra chiusa per 15 anni, una ristrutturazione con i fondi comunali dava finalmente l’opportunità sognata per i bambini e per le bambine.

Mentre le risorse umane si formavano, i Bisogni Educativi speciali ci rammentavano ogni giorno quanto fosse necessaria una didattica specializzata e di livello.

Così si promuoveva una sempre più elevata sensibilità nei confronti delle fragilità:

  • in classe si attivavano dinamiche che rendessero tutti responsabili gli uni degli altri, valorizzando unicità e differenze, esaltando doti e talenti.
  • La musica, l’Arte e lo sport diventavano i nostri linguaggi prioritari per includere ed integrare, per esprimere e far emergere.

Si creavano aule ad hoc, si partecipava a progetti inclusivi:

  • con le associazioni sportive Coni, Fitet, Parlautismo onlus, Lega Navale, con le uscite in barche a vela,
  • i progetti in piscina all’interno delle iniziative dell’Osservatorio contro il disagio e la dispersione scolastica,
  • i meeting, i numerosi eventi in occasione delle giornate per la disabilità e quella dedicata all’autismo,
  • la formazione continua per i docenti,
  • la valorizzazione dell’Expertise,
  • la collaborazione fattiva con gli operatori specializzati del Comune di Palermo,
  • l’utilizzo delle risorse economiche per acquistare ausili ed attrezzature

Per incrementare le dotazioni si partecipava ai bandi Fesr, così da poter avere le Lim in tutte le classi, stampanti 3D e visori per la realtà aumentata, attrezzature ed arredi per la robotica….

I progetti miranti a diffondere tali novità che i viaggi in Europa, opportunità rare e preziose di confronto e crescita per docenti ed alunni/e, avevano ispirato tante delle nostre azioni sia nell’area della didattica, sia in quella organizzativa.

SICILIA SERA Scuola: Valeria CATALANO (I. C.Colozza Bonfiglio Palermo) parla del Progetto Erasmus

Le lingue straniere, in particolare l’inglese, attraverso progetti rivolti alla primaria ed alla secondaria, con docenti specializzati ed altri di madrelingua, attraverso i CLIL e l’avvio dello studio della lingua francese, come seconda lingua, alla scuola primaria.

Una delle esperienze più significative per la promozione della cittadinanza attiva e la sensibilizzazione verso la cura ed il rispetto nei confronti del bene comune è stata e continua ad essere quella di Fuoriclasse in Movimento.

Attraverso questo protocollo d’intesa con Save the Children, siamo stati coinvolti in un progetto che restituisce protagonismo agli alunni/e.

Insieme ai docenti ed alle famiglie, i destinatari sono sempre gli/le alunni/e degli ultimi due anni della scuola primaria e dei primi due della secondaria di primo grado, che, costituendo dei Consigli di fuoriclasse, dopo essere stati designati dai compagni di classe per rappresentarli, si riuniscono, guidati dai docenti referenti e discutono su temi e proposte d’innovazione e cambiamento nella scuola.

Grazie a questo movimento culturale si sono avviate proposte che sono state presentate ufficialmente alla Dirigente Scolastica che ha dato immediato riscontro.

E’ così che abbiamo dato vita ad una biblioteca dipinta dagli stessi insegnanti, arredata ed allestita dai  collaboratori scolastici e riempita di libri attraverso donazioni di privati e adesione ad iniziativa “Io leggo Perché?” che in tre anni ci ha permesso di espandere la dotazione libraria. 

Gli alunni della COLOZZA-BONFIGLIO, protagonisti dell’iniziativa #ioleggoperché


L’arredo donato da Save the Children in parte, permette di avere uno spazio rilassante ed accogliente dove gli alunni si recano a prendere libri in prestito ma anche a svolgere laboratori di educazione alla lettura.

In tante occasioni sono state coinvolte associazioni che si occupano di promuovere la lettura, in altre sono stati/e coinvolti/e  lettori e lettrici, oppure si sono svolte iniziative promosse dal Comune di Palermo dedicate ai libri.

Sempre grazie alla partecipazione attiva degli allievi si sta attivando, alla secondaria di primo grado, l’aula relax, dove leggere, ascoltare musica, conversare con una tisana o una cioccolata calda, giocare… E’ nata da una loro iniziativa e la professoressa “Architetta” sta donando la sua competenza ed il suo tempo per trasformare le idee in realtà!

E poi tre anni fa abbiamo iniziato ad occuparci di un nuovo sogno, quello di realizzare una mensa per i piccoli della scuola dell’infanzia e primaria ubicata nel quartiere Danisinni.

Perché eravamo fermamente convinti che, se fossero rimasti a scuola tutto il giorno, avremmo potuto offrire quelle opportunità che permettono ad altri bambini di quartieri agiati di essere privilegiati.

Perché non potevano esserlo pure i bambini del quartiere in cui lavoravamo?

Chi deve decidere in una società che , per il solo fatto che nasci in un posto piuttosto che in un altro, il destino debba essere segnato?

Così, quando la Fondazione Reggio Children, con i finanziamenti di Enel Cuore, coinvolsero il Comune di Palermo nel Progetto “Fare Scuola” e si prospettò la possibilità di realizzare un atelier multisensoriale dedicato al cibo ed all’educazione all’alimentazione, basato sui principi della Scuola Montessoriana, l’idea che l’architettura venisse messa al servizio della pedagogia e della didattica, ci ricordò che potevamo tentare di trasformare quel progetto per realizzare la mensa scolastica.

Fare Scuola a Palermo: un Food Lab per scoprire la cultura del cibo

Decidemmo di coinvolgere l’Edilizia Scolastica e gli  ingegneri e gli Architetti del Comune di Palermo che ideassero, insieme agli esperti di Reggio Children, uno spazio che fosse nello stesso tempo atelier e mensa ed era quello che, lo spazio del piano terra, dove c’erano due aule comunicanti e uno spazio esterno sul retro, poteva diventare.

Non è stato semplice, perché le azioni che in questi anni ci hanno permesso di raggiungere il traguardo hanno coinvolte numerose persone, ditte, Istituzioni, hanno superato anche gli ostacoli che l’interruzione della scuola in presenza e la pandemia hanno presentato sul nostro cammino.

Dal mese di  maggio a quello di luglio 2020 ditte, tecnici, idraulici, elettricisti hanno trasformato due aule in un atelier/mensa simile a quello delle scuole Finlandesi, grazie soprattutto all’Architetto dell’Edilizia Scolastica Marco Scarpinato, che ha supportato ed accompagnato le fasi di realizzazione della Mensa.

Solo a novembre 2021 è stato possibile iniziare a rendere attivo questo servizio e, mentre scriviamo, siamo agli inizi di questa entusiasmante conquista.

Sono innumerevoli i traguardi raggiunti ma il più grande che permetterà di conseguirne altri è quel senso di appartenenza, di identità che ogni singola persona che opera e vive in questa Comunità Scolastica adesso prova.

Il sentirsi parte di qualcosa di grande, voler dare il proprio contributo per migliorarlo, questo rassicura una donna di Scuola come me sul fatto che, non smetteranno di far evolvere e progredire questa Scuola anche se un giorno non ci sarò più io a dirigere questo Istituto, perché, ormai,  sono le Visioni a camminare sulle gambe degli uomini e delle donne di questo territorio.”

Valeria Catalano – Dirigente Scolastica

Per conoscere meglio questa esperienza di comunità, la Scuola COLOZZA-BONIFIGLIO ha una pagina facebook molto attiva, clicca qui per visitarla.