A distanza di trentacinque anni dal suo omicidio, Libero Grassi, l’imprenditore che nel 1991 con la sua pubblica resistenza alle estorsioni maturò in solitudine il coraggio di denunciare Cosa Nostra, oggi sarebbe affiancato da centinaia di colleghi che in questi anni si sono liberati da ogni forma di taglieggiamento.
Tuttavia la recente recrudescenza di intimidazioni e richieste estorsive registrata nelle borgate palermitane di San Lorenzo, Tommaso Natale e Sferracavallo conferma quanto il fenomeno delle estorsioni resti ancora insidioso, presente e diffuso.
Per questo la giornata del 29 agosto continua a rappresentare un’occasione per interrogarsi su cosa sia rimasto dell’esempio di Libero Grassi, sul valore delle scelte di chi trova il coraggio di denunciare e sulle difficoltà che ancora oggi accompagnano questo percorso.
L’escalation di danneggiamenti, minacce ed estorsioni che negli ultimi mesi ha colpito numerosi commercianti del territorio di Tommaso Natale – San Lorenzo ha generato preoccupazione e disorientamento. Allo stesso tempo, però, ha trovato una risposta da parte dei magistrati e delle forze di polizia e in alcune denunce, anche se in verità ancora poche, di vittime di estorsione che hanno maturato la forza e il coraggio di opporsi ai taglieggiamenti chiedendo supporto anche ad Addiopizzo.
Se c’è quindi chi non si è piegato e si è ribellato agli estorsori, per tutti quei commercianti e imprenditori che continuano a pagare in silenzio esiste oggi una seria ed ulteriore ragione per collaborare: non lasciare soli e isolati coloro che hanno detto di no alle imposizioni mafiose trasformando tale scelta in un gesto di responsabilità verso l’intera comunità.
È altrettanto importante sottolineare che se si vuole imprimere una svolta decisiva non solo nel contrasto, ma anche per il superamento di fenomeni estorsivi e di criminalità organizzata, è indispensabile che la politica investa con decisione nel risanamento delle profonde sacche di povertà e degrado che continuano ad affliggere la città. È proprio in questi contesti che trovano terreno fertile l’illegalità diffusa e la criminalità mafiosa, mentre diritti fondamentali come il lavoro, la casa, l’istruzione e la salute restano ancora un miraggio per molti cittadini.
Su questo, a meno di un anno dalle prossime scadenze elettorali, chiediamo alla politica di assumere impegni seri ed evitare promesse facili, affrontando con scrupolo e rigore un tema che continua ad investire la sua classe dirigente: quello sulla qualità del consenso. Dal “cattivo consenso” – sosteneva Libero Grassi – nascono “cattive leggi” e una “cattiva democrazia”. Parole pronunciate l’11 aprile 1991 durante la trasmissione Samarcanda di Michele Santoro e che, a distanza di trentacinque anni, conservano intatta la loro forza e la loro attualità.
PROGRAMMA DELLA GIORNATA
Ore 7.30 — via Vittorio Alfieri — Palermo
Un fiore di vinca in ricordo di Libero Grassi a trentacinque anni dall’omicidio
Ore 11.00 — Sferracavallo — Palermo
Oltre le barriere – X Veleggiata per l’inclusione sociale
Le bambine e i bambini del quartiere Kalsa accompagnati dagli educatori di Addiopizzo, saliranno a bordo delle imbarcazioni dei soci della Lega Navale Italiana, tra cui Azimut, la barca a vela a due alberi di oltre 12 metri, sequestrata dalla Guardia di Finanza in seguito a una operazione di lotta all’immigrazione clandestina
Ore 17.30 — Sferracavallo — Palermo
L’opposizione alle estorsioni tra Vangelo e Costituzione
Messa celebrata da Don Luigi Ciotti nella parrocchia Santi Cosma e Damiano di Sferracavallo
Ore 20.45 — San Filippo Neri — Palermo – Sagrato parrocchia
“Io sono Libero” – Proiezione Docufilm
Il racconto degli ultimi otto mesi della vita dell’imprenditore siciliano Libero Grassi, dal giorno della pubblicazione della lettera al “Caro estorsore”, in cui dichiara pubblicamente di non volere sottostare al pizzo, il suo omicidio e la nascita di Addiopizzo.
Regia di Francesco Miccichè e Giovanni Filippetto, con Alessio Vassallo, Adriano Chiaramida, Stella Egitto e Alessandra Costanzo