Esiste una Palermo che non si arrende al degrado, che non aspetta l’emergenza per agire e che ha deciso di trasformare lo smartphone in uno strumento di cittadinanza attiva. È la Palermo di Filiis – Figli di Palermo, l’associazione che oggi compie un passo importante nel suo percorso di cura del territorio lanciando la piattaforma filiispalermo.lovable.app.

Un sito web e un’app per tutti i cittadini che desiderano segnalare situazioni di pericolo o rischio sanitario in città: dall’accumulo di rifiuti alle buche stradali, dai guasti all’illuminazione pubblica fino al rischio incendi.

Dalla chat di quartiere alla piattaforma digitale

Filiis nasce poco più di un anno fa da un’idea di Domenico Camilleri e Giulia Mazzagreco. Con oltre 150 tesserati e una community digitale che conta migliaia di follower, l’associazione ha già gestito migliaia di segnalazioni, dimostrando che il desiderio di legalità e decoro è trasversale a ogni età.

Fino a ieri le segnalazioni correvano sui gruppi social; oggi, grazie alla generosità dei sostenitori e all’impegno dei volontari, bastano meno di due minuti per mappare un disservizio sulla nuova piattaforma. Le segnalazioni vengono verificate dai volontari e inoltrate agli uffici competenti, attivando un filo diretto e collaborativo con l’amministrazione pubblica che, in molti casi, porta a risoluzioni concrete in tempi brevi.

Non “contro” qualcuno, ma “per” la città

L’azione di Filiis non si esaurisce dietro uno schermo. L’impegno civico si sporca le mani ogni sabato mattina con i Clean up: giornate di pulizia che restituiscono dignità a spazi degradati in ogni quartiere della città dal centro storico alle periferie. Fiaccolate, eventi di sensibilizzazione alla sicurezza e presidi promossi dai volontari ricordano infine alle istituzioni che nessun quartiere deve essere lasciato nell’ombra o nell’illegalità.

Il “Volontariato Fluido e informale”: la nuova frontiera dell’impegno civico

L’esperienza di Filiis è espressione di quello che oggi si definisce come volontariato fluido e informale. Non più (o non solo) l’appartenenza a vita a una sigla, ma una partecipazione intermittente, flessibile e legata a obiettivi concreti.

È il volontariato dei professionisti, dei freelance e degli studenti che mettono a disposizione le proprie competenze specifiche – dal supporto legale alla comunicazione digitale – in base alle proprie disponibilità. Un modello che non aspetta la “convocazione”, ma che si attiva per progetti, spesso utilizzando la tecnologia come acceleratore di impatto sociale.

Una rete che attraversa la Sicilia Occidentale

Filiis non è sola in questa rivoluzione. A Palermo, anche realtà come 90100Lab utilizzano web app per mappare i disservizi, agendo come un vero “think tank” di comunità, mentre i giovani di GIn APS mettono le proprie professionalità al servizio della sostenibilità e della cultura.

Questo fermento si propaga in tutta la Sicilia occidentale:

Il ruolo del CeSVoP: facilitare il cambiamento

In questo scenario, il CeSVoP si pone come il motore di ricerca e il collante di queste energie, sostiene, racconta, valorizza e mette in rete queste esperienze, favorendo la co-progettazione tra il terzo settore, i cittadini e le istituzioni.

Un supporto quotidiano di queste palestre di democrazia diffusa” – come le definisce Gregorio Arena (Presidente Emerito di Labsus) – per favorire, attraverso l’innovazione sociale, il dialogo fra il volontariato tradizionale con queste nuove forme fluide di impegno:

  • favorendo scambi e confronti,
  • individuando obiettivi solidali condivisi
  • avviando strategie operative
  • ottimizzando le risorse e le competenze di ciascuno
  • potenziando l’efficacia degli interventi
  • facendo sistema