L’accessibilità non è solo una questione di rampe e gradini, ma un diritto fondamentale alla partecipazione e alla conoscenza. È da questa consapevolezza, nata all’interno di una proposta sviluppata in seno alla biblioteca sociale, che ha preso il via un innovativo percorso laboratoriale promosso dal CeSVoP per rendere gli spazi collettivi realmente “parlanti” e inclusivi.
Una Nuova Visione di Accessibilità
Troppo spesso il concetto di accessibilità viene limitato al superamento delle barriere architettoniche. L’iniziativa nata nella biblioteca sociale sposta invece il focus sull’accessibilità comunicativa. L’obiettivo è eliminare le disuguaglianze che ostacolano lo scambio comunicativo, permettendo a ogni cittadino di rispondere a domande essenziali come: “Cosa posso fare qui?” o “Come posso partecipare?”.
Il Percorso Formativo e i suoi Protagonisti
Il laboratorio è stato guidato dagli esperti Antonio Bianchi e Silvia D’Ambrosio, che hanno accompagnato i partecipanti in un percorso articolato in due fasi distinte.
- Prima parte (Modulo 1): Dedicata alla sensibilizzazione e alle buone pratiche, è stata aperta a un pubblico più ampio, registrando una partecipazione complessiva di circa cento persone tra i due moduli.
- Seconda parte (Modulo 2): Un modulo di applicazione pratica riservato a circa trenta soci delle associazioni accreditate al CeSVoP, focalizzato sulla creazione di prototipi reali.
Dal Laboratorio alla Pratica: I Prototipi
Partendo dalla riflessione su come rendere accessibili luoghi quotidiani come scuole, ospedali e biblioteche, i partecipanti hanno sviluppato diversi prototipi basati sulla Comunicazione Aumentativa (CAA).
Tra i risultati più significativi troviamo:
- Per la Biblioteca: Un elemento informativo e narrativo specifico per lo spazio gioco di Casa Tulime.
- Per un Museo: Un pannello di benvenuto e una guida in simboli per la sala dedicata all’Action painting, che trasforma la descrizione tecnica in un’esperienza evocativa.
- Per la Scuola e l’Ospedale: Pannelli per le aree comuni scolastiche e versioni in simboli di filastrocche per i piccoli pazienti.
Il Metodo Inbook
Il cuore del lavoro è stata la traduzione dei contenuti secondo il modello inbook. Ogni simbolo e ogni scelta grafica sono stati oggetto di una riflessione condivisa, con l’obiettivo di creare un linguaggio universale capace di supportare persone con fragilità sociolinguistica o bisogni comunicativi complessi.
Un Patrimonio per la Comunità
I prototipi prodotti entrano a far parte del patrimonio di esperienze del territorio e saranno presentati pubblicamente a Sciacca alla fine di maggio, in occasione della seconda edizione di “Abbracciaa la cultura”. L’esperienza dimostra come le biblioteche sociali possano essere motori di cambiamento, trasformando la comunicazione in un ponte verso la piena partecipazione.
L’impegno continua
Una buona pratica è già in cantiere e in programma. Il 27 maggio, alle ore 16:00 infatti, presso la rinnovata e ristrutturata Biblioteca sociale di Casa Tulime, in via G. Mulè, 15 a Palermo, svolgeremo la presentazione del libro Voci Migranti di Alessandra Spreafico in modalità integrata e accessibile. L’occasione specialissima ci permetterà di incontrarci in presenza con una parte rappresentativa della comunità che lavora sulla CAA in diversi ambiti: scolastici, sanitari oltre che della solidarietà. La biblioteca stessa dedica una parte dei suoi scaffali agli Inbook e ha messo in opera l’accoglienza con le pratiche apprese e sperimentate nel percorso.

La locandina del 27 maggio: la presentazione del libro Voci Migranti che si terrà presso la Biblioteca sociale di Casa Tulime
Presentazione in presenza e online
Vista la particolarità dell’esperienza è raccomandata la partecipazione in presenza, ma per chi è fuori sede e volesse partecipare online è possibile iscriversi all’evento e seguire da remoto.
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