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Mondo Solidale - La Rivista

Stiamo vivendo un tempo nel quale la comunicazione sembra fra le cose più facili che si possano fare. Un tempo nel quale, addirittura, si deplora l'eccesso di comunicazione mediatica, il bombardamento di notizie, l'induzione di comportamenti non sempre consoni al vivere civile e provocati da questo eccesso di notizie, di comunicazioni, magari non gradite ma che rimbombano nelle nostre orecchie suscitando reazioni avverse, ma anche assonanti.

A ben vedere, tuttavia, l'eccesso di notizie riguarda il mercato, riguarda avvenimenti dai quali ricavare scoop giornalistici, riguarda scandali dei quali spesso non vorremmo essere informati. L'informazione, invece, diventa improvvisamente avara quando una qualche necessità si affaccia nella nostra vita e non è facile capire a chi rivolgersi, come organizzare una eventuale domanda di aiuto, qual è il recapito di quel tale servizio e di quella tale struttura. Anche per servizi e strutture di primaria importanza.

Conosciamo così bene tale situazione da poter dire che il movimento di solidarietà volontaria poggia le sue basi su questa necessità di informare, di far sapere a chi ha bisogno dove e a chi deve rivolgersi. Le grandi aziende, a cominciare da quelle sanitarie, hanno capito così bene la situazione odierna che, a supportare la loro azione, ricorrono alla stampa di guide, manuali, vademecum che aiutino a trovare indirizzi e orari dei servizi; o ricorrono a call center che, attivati da numeri telefonici verdi, informano h24 come vanno utilizzati i servizi o attivati operazioni di semplice informazione, ma anche di chiamata urgente per mezzi di soccorso, vendita di merce varia, prenotazioni di viaggi, di esami clinici, etc.

Il volontariato si serve, invece e molto spesso, del passa parola, dell’informazione fra persone e famiglie con gli stessi problemi esistenziali, con le stesse necessità che le hanno spinto a “fare associazione”: si tratta di modi certo non molto efficaci, ma anche non costosi, come si conviene che siano le operazioni di persone ed enti che non dispongono di grandi risorse.Proprio per questo, il Centro servizi di Palermo, fin dalla sua costituzione, ha avviato operazioni che servano a farci conoscere, a conoscerci fra noi, con manifestazioni pubbliche, con l’attivazione di corsi di formazione e di informazione, con la stampa di manuali (come quelli sulla fiscalità riguardante la costituzione delle associazioni di volontariato, o l’altro sugli sgravi fiscali ai quali hanno diritto i cittadini disabili e le loro famiglie). Oggi inizia, secondo il programma di lavoro che ci siamo dati, la pubblicazione di un periodico (trimestrale, in atto, ma con la speranza di aumentarne frequenza e tiratura) attraverso il quale faremo conoscere le associazioni che fanno capo al Centro Servizi di Palermo, ma anche il resto delle associazioni siciliane di volontariato, i loro programmi, le iniziative alle quali daranno vita.

Così come ci si propone di far conoscere le iniziative del mondo politico regionale e nazionale a favore del volontariato, le proposte di legge, a cominciare da quelle che oggi animano il dibattito sulla modifica della legge nazionale sulle attività volontarie.

Vogliamo essere, inoltre, un tramite perché sia conosciuta la situazione del volontariato nel mondo; vogliamo essere la cassa di risonanza del volontariato siciliano, che presenta aspetti caratteristici e originali, e allineare la sua azione a quella del volontariato di tutto il paese: certi che la solidarietà potrà dare migliori frutti se riguarderà tutti i cittadini volontari del nostro paese.Siamo, però, coscienti che tali traguardi potranno essere raggiunti se da tutte le nostre associazioni ci perverranno, oltre alla solidarietà psicologica e alla condivisione degli obiettivi, consigli, relazioni, rapporti periodici sulle attività intraprese, rapporti sulle amministrazioni pubbliche con le qua

li hanno a che fare, informazioni su come, nei distretti di competenza, vengono attuate leggi come la n. 328 del 2000, ad esempio, sull’integrazione socio-sanitaria.

Vogliamo essere letti, ma vogliamo leggervi. A presto dunque, sulle pagine di questa piccola rivista che inizia il suo cammino fra noi tutti.

IL DIRETTORE
Vincenzo Borruso